Ortopedico 

Dott. Mauro Ciuffreda

Specialista in patologie della spalla e del ginocchio

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Dott. Mauro Ciuffreda

Chirurgo Ortopedico

Mi sono laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università Campus Bio-Medico di Roma.

Ho conseguito la specializzazione, sempre con lode, in Ortopedia e Traumatologia presso lo stesso istituto.

Durante il percorso di studi ho partecipato a numerosi corsi di formazione nella chirurgia di ginocchio e di spalla e, nel 2018, ho vinto la gara nazionale nell’ambito della chirurgia artroscopica di spalla: Master Shoulder Arthroscopist SIGASCOT.

Durante la mia carriera ho effettuato due fellowship presso il laboratorio di Biomeccanica della Mayo Clinic a Rochester (Minnesota, USA) e l’Unità di chirurgia della spalla a Lione diretta dal Prof. Walch.

Sono autore di diverse pubblicazioni scientifiche su giornali internazionali ed attualmente Editorial Board Member del Journal of Orthopedics & Bone Disorders (JOBD).

Lavoro ad oggi come chirurgo Ortopedico presso il policlinico Campus Bio-Medico e la casa di cura Villa Stuart a Roma.

Dove e quando ricevo

Roma

  • Università Campus Bio-Medico (Martedì dalle 17:30 alle 19:30 e Sabato dalle 9:30 alle 12:30);
  • Villa Stuart (Mercoledì dalle 15:00 alle 18:30).

Santa Maria delle Mole

  • Centro Polispecialistico di Del Vescovo Raimondo (Lunedì dalle 15:00 alle 20:00).

Velletri

  • Physio Life (da concordare).

Manfredonia (FG)

  • Via delle Antiche Mura, 161/A (da concordare)

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Ascolto e cura del paziente

Non mi vedo come un medico, piuttosto come un interlocutore che mette a disposizione il proprio sapere al fine di migliorare la qualità di vita dei miei pazienti.

Credo che l’ascolto del paziente sia fondamentale, poiché solo attraverso esso si possono capire le sue reali esigenze ed aspettative. Sono fortemente convinto che solo in questo modo noi medici possiamo guidare il nostro paziente verso la scelta terapeutica più appropriata e soprattutto più ragionevole.

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Principali Patologie curate

Infilitrazioni articolari con viscosupplementazione (acido ialuronico), gel piastrinico (PRP) o cellule staminali mesenchimali:

  • Spalla
  • Ginocchio
  • Anca (ecoguidate)
  • Caviglia

Le infiltrazioni sono un valido strumento, nell’ambito delle terapie conservative, per trattare un quadro molto vario di patologie delle piccole, medie e grandi articolazioni quando ancora non è indicato un intervento chirurgico.

Tali patologie sono per lo più su base artrosica-degenerativa e/o infiammatoria. Nel caso di infiltrazioni con acido ialuronico e gel piastrinico, queste sono procedure che si eseguono ambulatorialmente e non prevedono alcuna limitazione nell’immediato post.

Al contrario nel caso delle infiltrazioni con le cellule staminali mesenchimali, queste vanno eseguite in sala operatoria, perché richiedono l’aspirazione del grasso dalla pancia e il suo trattamento mediante centrifugazione e aspirazione.

S’iniettano poi in articolazione con le solite metodiche. Nonostante il nome ricco di appeal, anche se sono staminali, non fanno ricrescere la cartilagine articolare, ma servono sicuramente a migliorare la sintomatologia del paziente attraverso la creazione di una “fibro-cartilagine”.

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Artroscopia

E’ una tecnica chirurgica mini-invasiva attraverso la quale l’ortopedico può effettuare diagnosi precise e trattamenti su tendini, legamenti, strutture capsulari e cartilagini articolari. Sono interventi che vengono effettuati in regime di Day-Surgery.

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N

Artroscopia di Spalla

  • Lesione della cuffia dei rotatori
  • Lussazioni recidivanti
  • Tendinopatia calcifica
  • Capsulite adesiva
  • Lesione SLAP (capo lungo del bicipite)
N

Artroscopia di Ginocchio

  • Lesioni del menisco (meniscectomia o suture meniscali)
  • Lesioni del legamento crociato anteriore e posteriore
  • Lussazioni di rotula
  • Lesioni osteocondrali
  • Asportazione di corpi mobili endoarticolari
  • Biopsie sinoviali e sinoviectomie
N

Artroscopia di caviglia

  • Rigidità articolari primitive o in esiti di pregressi traumatismi
  • Lesioni osteocondrali

Protesi di spalla con tecnica di Navigazione intraoperatoria computer assistita o “Hand Free”, revisioni protesiche

L’artrosi dell’articolazione glenomerale, detta comunemente spalla, può avere diverse genesi e manifestazioni cliniche. Può trattarsi di un’artrosi di tipo concentrico, ossia un’artrosi primitiva in cui le componenti tendinee della cuffia dei rotatori risultano essere pressoché intatte. In questi casi è possibile effettuare un intervento di protesi anatomica in cui si vanno a sostituire le superfici articolari lasciando intatta la biomeccanica della spalla. Al contrario, in caso di artrosi eccentrica, esito di una lesione massiva e irreparabile della cuffia dei rotatori, è indicata l’utilizzo di una protesi inversa di spalla. Tale impianto protesico permette la mobilizzazione della spalla non più attraverso l’utilizzo della cuffia dei rotatori ma attraverso l’utilizzo del muscolo deltoide, ossia il muscolo più esterno a livello dell’articolazione della spalla. Entrambe le protesi possono essere effettuate attraverso la tecnica chirurgica tradizionale “hand – free” o attraverso l’utilizzo di una navigazione intraoperatoria computer assistita. Essa consiste nell’utilizzo di un computer sul quale è caricata la TC preoperatoria del paziente permettendo al chirurgo di ricalcare fedelmente il planning preoperatorio.

Protesi di ginocchio totali, mono-compartimentali e revisioni protesiche

L’intervento di protesi di ginocchio ha lo scopo di sostituire le superfici di scorrimento usurate in modo da ripristinarne la mobilità e la funzionalità dell’articolazione. Esistono diversi tipi di protesi. La scelta del tipo di impianto è personalizzata per ogni paziente e dipende dall’età, dal tipo di artrosi e dalla qualità ossea e dei legamenti. Quando il processo artrosico coinvolge selettivamente un solo comparto femoro-tibiale, può essere utilizzata una protesi parziale o monocompartimentale. Se invece l’artrosi interessa in modo più diffuso tutto il ginocchio sarà necessaria una protesi totale. Quando le condizioni cliniche del paziente lo permettono e vi è un’artrosi ad entrambe le ginocchia, è possibile procedere con una sostituzione protesica bilaterale durante la stessa seduta operatoria. Questo permette al paziente di essere sottoposto solo una volta allo stress chirurgico e alla fase di riabilitazione. In tal senso oggi è possibile sostenere gli interventi di protesi d’anca e di ginocchio, comunemente considerati pesanti ed impegnativi e caratterizzati da un recupero lento, con un protocollo di recupero rapido chiamato “Fast Track”. Questo moderno protocollo di gestione del paziente si avvale di una serie di misure fondate sulle più moderne evidenze di medicina perioperatoria che permettono una mobilizzazione del paziente dopo poche ore dall’intervento chirurgico.

Protesi di ginocchio totali, mono-compartimentali e revisioni protesiche

L’intervento di protesi di ginocchio ha lo scopo di sostituire le superfici di scorrimento usurate in modo da ripristinarne la mobilità e la funzionalità dell’articolazione. Esistono diversi tipi di protesi. La scelta del tipo di impianto è personalizzata per ogni paziente e dipende dall’età, dal tipo di artrosi e dalla qualità ossea e dei legamenti. Quando il processo artrosico coinvolge selettivamente un solo comparto femoro-tibiale, può essere utilizzata una protesi parziale o monocompartimentale. Se invece l’artrosi interessa in modo più diffuso tutto il ginocchio sarà necessaria una protesi totale. Quando le condizioni cliniche del paziente lo permettono e vi è un’artrosi ad entrambe le ginocchia, è possibile procedere con una sostituzione protesica bilaterale durante la stessa seduta operatoria. Questo permette al paziente di essere sottoposto solo una volta allo stress chirurgico e alla fase di riabilitazione. In tal senso oggi è possibile sostenere gli interventi di protesi d’anca e di ginocchio, comunemente considerati pesanti ed impegnativi e caratterizzati da un recupero lento, con un protocollo di recupero rapido chiamato “Fast Track”. Questo moderno protocollo di gestione del paziente si avvale di una serie di misure fondate sulle più moderne evidenze di medicina perioperatoria che permettono una mobilizzazione del paziente dopo poche ore dall’intervento chirurgico.

Protesi di anca

L’anca è l’articolazione tra la testa del femore e l’acetabolo del bacino. Nell’anca sana entrambi i capi ossei sono rivestiti da cartilagine articolare che permette alla testa del femore di scorrere liberamente nell’acetabolo, consentendo i movimenti di rotazione, flessione, apertura e chiusura della coscia. Nell’anca artrosica, la cartilagine articolare è usurata e non consente il regolare scorrimento della testa femorale all’interno dell’acetabolo, causando dolore e limitazione del movimento. L’intervento di protesi prevede la sostituzione delle superfici articolari:

  • a livello acetabolare attraverso l’utilizzo di una coppa in titanio rivestita al suo interno da polietilene o ceramica;
  • a livello femorale attraverso l’utilizzo di uno stelo che a seconda dei casi può essere cementato o meno.

Attualmente, grazie a vie di accesso che non prevedono delle resezioni tendinee per accedere all’articolazione coxo-femorale, è possibile attuare protocolli di riabilitazione “Fast-Track” che permettono una mobilizzazione del paziente entro poche ore dall’intervento chirurgico.

Attività scientifica e aggiornamento costante

Per me l’Ortopedia non è solo una professione, ma una vera e propria passione che mi spinge ogni giorno ad aggiornarmi e migliorarmi attraverso la costante applicazione e ricerca scientifica.

Sono membro attivo di prestigiose Società Scientifiche nazionali. Il mio percorso di crescita professionale è in continua evoluzione, con studio assiduo e frequenza costante di congressi e centri di riferimento in tutto il mondo per la Chirurgia del Ginocchio e della Spalla, mantenendo un occhio sempre aperto alle innovazioni e alle nuove tecnologie, al fine di migliorare continuamente la qualità dell’assistenza da fornire ai pazienti.

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